20 marzo 2012

Evento Poetico Musicale


'' Siamo tutti greci ''
``Greci non sono solo quelli che sono nati in Grecia, 
ma anche chi ha abbracciato lo spirito della cultura ellenica`` Isocrate 436 a.C.

Festa Nazionale Ellenica del 25 marzo

Organizzazione: Comunità Ellenica del Canton Ticino
Collaborazione: ERGO Art Lab, Lugano

Programma
Aperitivo
Inizio della cerimonia, Inno per la libertà
Dr. Stavros Rantas, presidente della Comunità Ellenica del Canton
Ticino.
Prof. Dino Gemelli, presidente dell'Associazione della cultura
classica, delegazione della Svizzera Italiana.
Canto – interpretazione: Fedra Rachouti
Fisarmonica: Momir Novakovich
Violino: Cristina Pantaleone
Balli tradizionali greci che tutti possono partecipare
 

presso
Open space a Ponte Tresa
Via Lungotresa 30
Ticino – Svizzera

Domenica 25 marzo 2012
alle ore 17.30
 

'' Siamo tutti Greci '' 
Il famoso oratore e logografo Isocrate, nato in Grecia nel 436 prima di Cristo e vissuto fino all ètà di 92 anni ad Atene, Ha scritto:
``Greci non sono solo quelli che sono nati in Grecia, ma anche chi ha abbracciato lo spirito della cultura ellenica``

Ecco allora il senso di ``siamo tutti Greci`` un concetto che viene da molto lontano che vuole esprimere  le fontamenta dell àrte in generale`.  la poesia, il teatro, la pittura,la scultura ,l àrchitettura,il dramma,la commedia, la musica e tutto questo ,in uno spirito armonico, di toleranza e democrazia.

La Grecia e l`Ellenismo della diaspora hanno sempre lottato per l`affermazione di questi valori in tutta l`Europa e si sono sempre sentiti parte integrante della cultura Europea nei secoli.

Questo spirito con questi valori universali non `e stato mai incrinato durante i periodi buii  della storia della nazione Greca con diverse occupazioni, dall`impero ottomano fino i nazi-fascisti nella seconda guerra mondiale.

Chiusa in una situazione geopolitica molto sensibile, è rimasta ``vittima`` di diverse ``ragioni di stato`` cosa che ha ritardato il suo sviluppo dal punto di vista delle riforme strutturali ed amministrative con risultato, la cronica corruzione ed il mal governo della classe politica degli ultimi 50 anni.

La vicenda ecconomica di questri ultimi anni si trova davanti gli occhi di tutti. Un paese messo in ginocchio dal malgoverno, da potenti interessi mondiali ed europei,da pianificazioni errate imposte dalla comissione europea, hanno portato questo paese al fallimento al marasma economico ma quello che conta di più , alla disintegrazione politica-economica-morale ed etica.

La Grecia ha bisogno dell`Europa , non dell Europa degli speculatori e della finanza virtuale con le carte di credito facili. Cosi l`Europa ha bisogno della Grecia e non della Grecia del mal governo e della corruzione.

Bisogna girare pagina, allegerire il debito incredibilmente accumulato e non solo per i demeriti della Grecia, aiutando il paese in uno sviluppo sostenibile consono con le sue possibilità specifiche. Europa se vuole chiamarsi unita ha tutto da quadagnare aiutando il paese di ristrutturarsi e avviarsi verso il futuro, guardando ad un Europa dei popoli lontano dalla ricerca continua della crescita ad ogno costo e sopra ogni cosa.

Solo cosi``siamo tutti Greci`` conoscendo il nostro passato possiamo affrontare il difficile presente proietandoci in un futuro di pace di toleranza e di coesistenza nella nostra diversità.

Il concetto dela parola ECONOMIA molto inflazionato questi ultimi tempi non ha il significato originario. Il significato etimologico della parola vuol dire  l armonioso divenire fra l`ikos (la casa comune) e nomè (distribuzione).

La distribuzione equa in seno alla comunità la nostra comunità che tutti contribuiscono  a sviluppare con il loro lavoro secondo i loro bisogni e necessità.

Stavros Rantas
Presidente della Comunità Ellenica in Ticino

Prof. Benedino Gemelli
Cari Amici della Comunità Ellenica in Ticino,
è innanzitutto un piacere, oltre che un onore, per me poter essere qui oggi con voi a festeggiare questa importante ricorrenza che riunisce idealmente tutti i Greci della madrepatria e della diaspora nel mondo. Vi porto il mio saluto anche a nome della Associazione Italiana di Cultura Classica, Delegazione della Svizzera Italiana, che da molti anni ormai, qui in Ticino, è impegnata a diffondere, nella scuola e nella società, i valori fondamentali della cultura antica, di quella greca innanzitutto. Lo facciamo nella pratica quotidiana del nostro lavoro nella scuola, lo facciamo per sensibilizzare la società nei confronti dei valori che contano, lo facciamo perché ci crediamo. Lo facciamo, ancora, perché la nostra lingua e la nostra cultura è greca, e poi latina.

Crediamo dunque che le forme essenziali del vivere civile e sociale si debbano attingere, oggi più che mai, al retaggio culturale che ci è pervenuto dall'antico. L'antico, di cui la Grecia è componente imprescindibile, è la radice dell'albero dell'educazione (della paideia), è lo strumento che ci consente di prendere coscienza della nostra provenienza e del nostro vagare alla ricerca di una meta e di un senso da dare al nostro vivere quotidiano. «Chi sei, da dove vieni, chi è tuo padre e tua madre» veniva chiesto allo Xenos, al forestiero, semplice viandante o reduce da un più illustre naufragio, accolto senza condizioni con genuina ospitalità, fin dal tempo dei cantori di omerica memoria. Questa semplice domanda ha trovato una risposta per secoli, ma oggi rischia di mettere in crisi chi è chiamato a dare una tale risposta. Il progressivo indebolimento della coscienza delle radici culturali e della necessità di fondare il proprio agire su un sistema di valori coerente e dignitoso rischia di condurre l'uomo europeo alla catastrofe. Sembra in altri termini giunta all'esaurimento, in gran parte dell'Europa, anche quella spinta ideale che per secoli ha coniugato la crescita culturale con la crescita civile, e non solo economica, delle società che guardano al futuro con la memoria dell'esperienza del passato. Nel clima di generale amnesia dei valori fondamentali si è affermata una affannosa corsa agli strumenti puramente materiali di difesa e di offesa, una sorta di contesa di tutti contro tutti: occorre fermarsi un poco a riflettere per capire se si possano ancora stabilire delle gradualità, dei correttivi, delle priorità, e soprattutto quali.

Una festa, una solenne ricorrenza può avere anche questa funzione: fermarsi per una riflessione collettiva. Fermarsi per osservare più da vicino il presente, ma col pensiero anche al tempo che ci ha preceduto. Una festa, prima di diventare gioiosa, passa attraverso una presa di coscienza, indispensabile per riacquistare fiducia in se stessi. Ecco che allora la realtà ci appare meno giornalistica, meno faziosa, più lontana dai luoghi comuni, per certi aspetti ancor più tragica. Anche la metà dell'Europa, che guarda con sufficienza e con supponenza all'altra metà, ha ben poco da insegnare: l'eredità dell'Illuminismo si è consumata in questi ultimi decenni, si è frantumata in una miriade di 'volontà di potenza e di potere' di piccoli ma agguerriti gruppi o, peggio ancora, di singole persone. Si è frantumata la polis, il senso di appartenenza, il rispetto dei suoi rituali, la dignità per accedere alle istituzioni. È tramontata la politica, quella vera, ovunque: al suo posto gli attacchi alla dignità del lavoro e della persona, la presunzione di poter comprare la libertà e la coscienza degli individui, anche a poco prezzo. Sono i segnali di un avvenuto e generale disfacimento del tessuto socio-politico e in questa devastazione nessuno ha il diritto di impartire lezioni o di sentirsi superiore.

Occorre liberarci dagli schemi comuni che ci inducono a misurarci e ad autovalutarci unicamente in termini di possesso dei beni materiali. Occorre non solo rivendicare, ma anche vivere nella quotidianità, quei valori improntati alla moderazione, all'equilibrio tra ciò che si è e ciò che ci serve per esistere, per poterci creare gli spazi necessari a coltivare quei valori non quantificabili a livello di mercato. Tutto questo la Grecia di ieri, ma anche quella di oggi, può ancora mostrarlo all'Europa, a quell'Europa che si è data come unico fine l'aumento della produzione o la strategia della frode e, in definitiva, l'autodistruzione a medio termine. Prima viene l'uomo, poi le sue tecniche, tra le quali anche l'economia.

Cari amici della Comunità ellenica, i Greci, nella loro storia, antica e recente, hanno dovuto affrontare periodi difficili, talvolta oscuri, ma alla fine sono tornati a rivedere la luce, quella del sole e quella che hanno di dentro: quest'ultima si percepisce bene dalla vostra lingua, antica e odierna, dalla vostra musica, dai vostri balli, dalla vostra capacità di saper affrontare con gioia e con ironia le tappe importanti della vita. L'amicizia, la philia, è un dono che i Greci sanno riversare sulle persone e sui popoli con cui entrano in contatto: trenta secoli di storia non hanno intaccato questa preziosa eredità, è impossibile che questa possa svanire in un periodo, per quanto difficile, come quello attuale. Il recupero del genuino senso della polis continuerà ad essere il contenitore di queste vostre stupende virtù. Il resto verrà da sé. Anche da questa nostra periferia può svilupparsi un messaggio di speranza diretto al centro e al cuore della Grecia. È questo il mio augurio ma, vi assicuro, è ormai divenuto mia intima convinzione e certezza. Siatene certi anche voi, per il bene di tutti noi.
Prof. Benedino Gemelli
Presidente della Delegazione della Svizzera Italiana
dell'Associazione Italiana di Cultura Classica

 
Stavros Rantas
Presidente della Comunità Ellenica in Ticino
'' Είμαστε όλοι Έλληνες ''
 Ο αρχαίος Έλληνας ρήτορας και διδάσκαλος Ισοκράτης (γεννήθηκε το 436 π.Χ και έζησε στην Αθήνα μέχρι την ηλικία των 92 ετών) έγραψε:

'' Έλληνες δεν είναι μόνο εκείνοι που γεννήθηκαν στην Ελλάδα, αλλά και εκείνοι που έχουν αγκαλιάσει το πνεύμα του ελληνικού πολιτισμού ''

Εδώ λοιπόν βρήσκεται η έννοια του `` είμαστε όλοι Έλληνες `` μια έννοια που έρχεται από πολύ μακριά και θέλει να εκφράσει τα θεμέλια της τέχνης και της επιστήμης γενικότερα., ποίηση, θέατρο, ζωγραφική, γλυπτική, αρχιτεκτονική, δράμα, κωμωδία, μουσική,
ιατρική, φυσική, μαθηματικά, αστρολογία, και όλα αυτά σε ένα αρμονικό πνεύμα ανεκτικότητας και δημοκρατίας.

Η Ελλάδα και ο Ελληνισμός της Διασποράς πάντα αγωνίζονται για την επιβεβαίωση αυτών των αξιών σε όλη την Ευρώπη και πάντα αισθάνονται αναπόσπαστο μέρος του ευρωπαϊκού πολιτισμού ανα τους αιώνες.

Αυτό το πνεύμα με αυτές τις παγκόσμιες αξίες, ποτέ δεν ράγισε, ούτε κατά τη διάρκεια των σκοτεινών περιόδων της ιστορίας του ελληνικού έθνους με τις διάφορες καταλύψεις, από την Οθωμανική Αυτοκρατορία μέχρι τους ναζί-φασίστες του Β Παγκοσμίου Πολέμου.

Κλεισμένη η Ελλάδα σε μια πολύ ευαίσθητη γεωπολιτική κατάσταση, έμεινε '' θύμα '' για διάφορους '' κρατικού λόγους '' πράγμα που καθυστέρησαν την ανάπτυξή της σε οτι έχει σχέση με τις διαρθρωτικές και διοικητικές μεταρρυθμίσεις, με αποτέλεσμα η χρόνια διαφθορά και η κακή διακυβέρνηση από την πολιτική ηγεσία των τελευταίων 50 χρόνων.

Η οικονομική ιστορία αυτών των τελευταίων χρόνων είναι μπροστά στα μάτια όλων. Μια χώρα γωνατισμένη από την κακοδιαχείριση, από τα ισχυρά παγκόσμια και ευρωπαϊκα συμφέροντα , από τους λανθασμένους επιβαλόμενους σχεδιασμούς της Ευρωπαϊκής Επιτροπής, που οδήγησαν τη χώρα σε πτώχευση, σε έναν οικονομικό μαρασμό, αλλά το χειρότερα όλων σε αποσύνθεση πολιτική, οικονομική, ηθική και δεοντολογική.

Η Ελλάδα χρειάζεται την Ευρώπη, όχι όμως την Ευρώπη των κερδοσκόπων και της εικονικής οικονομίας με τις εύκολες πιστωτικές κάρτες. Κατά τον ίδιο τρόπο η Ευρώπη χρειάζεται την Ελλάδα, όχι όμως την Ελλάδα της κακής διακυβέρνησης και διαφθοράς.

Πρέπει να γυρίσουμε σελίδα, να ελαφρίνει το απίστευτα συσσωρευμένο χρέος όχι μόνο από την απαξία της Ελλάδας, αλλά βοηθώντας τη χώρα σε μια βιώσιμη ανάπτυξη σε συνάρτηση με τις ειδικές της δυνατότητες. Εάν η Ευρώπη θέλει να λέγεται ενωμένη έχει τα πάντα για να το κερδίσει βοηθόντας τη χώρα να αναδιαρθρωθεί και να ξεκινήσει προς το μέλλον, προσβλέποντας σε μια Ευρώπη των λαών μακριά από την αναζήτηση της συνεχούς αύξησης με κάθε κόστος και πάνω από κάθε τι.

Μόνο έτσι ''είμαστε όλοι Έλληνες'', γνωρίζοντας το παρελθόν μας μπορούμε να αντιμετωπίσουμε το δύσκολο παρόν προβάλλοντάς μας σε ένα μέλλον ειρήνης, ανοχής και συνύπαρξης μέσα από την πολυμορφία μας..

Η έννοια της λέξης ΟΙΚΟΝΟΜΙΑ τόσο πολυχρησιμοποιημένη τελευταία, δεν έχει καμιά σχέση πλέον με το αρχικό της νόημα.. Η ετυμολογία της λέξης περιέχει τον οίκο ως οικογένεια και τη νομή δηλ.τον διαμοιρασμό και σημαίνει τη δίκαιη κατανομή των αγαθών μέσα στην κοινότητα, τη δική μας κοινότητα όπου όλοι συμβάλλουμε να αναπτυχθεί με την εργασία μας, ανάλογα με τις ανάγκες και τις επιθυμίες μας.

Σταύρος Ραντάς
Πρόεδρος της Ελληνικής κοινότητας στο Ticino της Ελβετίας.




                







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